Archivi tag: poesia

Il mio canto del Sud

Ringrazio la Giuria per questo importante riconoscimento.
La poesia è:

Il mio canto del Sud

Onde d’Ostro e Scirocco
tra le costellazioni del mare,
è il mattino a vestirmi di sabbia ….

le mie braccia sono canneti al sole
e cammino frugando echi e misteri
nella pineta giù fino al mare.

Un pentagramma d’alghe
è disteso sulla battigia
in paese lassù stan preparando la sagra,
in cucina le donne
e ad ogni angolo un gatto
è poliziotto del posto.

Le pietre dei giorni
son pane tra il vino fiumara
in gola il succo d’arancia e limoni
è il parto che sempre mi doni
e il vagito di vita si fa fisarmonica
in danza e dialetto.

Come una vuota conchiglia
tra le mani di un vecchio
che in fronte ha l’arsura
dei giorni vissuti
e un pescatore a sottrarre
al mare il respiro dei pesci

come un bimbo che impara
la casa e la strada, e assaggia
goloso il suo fico d’India
pungendosi con le sue spine
tra pietre, spiagge,
canzoni e colline di ulivi
oltre il tempo, al limitar dell’eterno,
è il mio canto del Sud ….
IMG_20191028_112156.jpg

Il sole

Ringrazio la giuria del Premio Internazionale Montefiore per questo riconoscimento. La mia poesia quarta classificata è:

Il sole

Quando sembra eterno
il buio della notte
a sorprendermi
torna sempre il sole

quando mi frammento
in mille petali
caduti dalla testa
dello stesso fiore
mi vedo ardere
senza consumarmi mai
dello stesso sole

Saranno stati forse mille
o più di mille i giorni tappezzati
a muri grigi come i cieli
dentro il cuore
ma tornava puntuale
sempre il sole, se una mano
appoggiata ad una spalla
asciugava quella scia
di umido dolore
e lo sguardo era faro
di complice calore

Saranno stati forse mille
o più di mille i giorni sull’asfalto
abbandonati come cani
ed io ad esser diventata
padrona di un bel niente
in mezzo a temporali provvisori
quand’anche le mie lacrime
servivano ad innaffiare il suolo
giusto il tempo di capire
che dopo la tempesta
sempre torna il sole

ché sul punto di lasciarsi naufragare
senza remi né timone
credendosi relitti senza senso
ricordarsi in un sussulto
che dall’oggi si moltiplica il domani
riaffiorando dagli abissi di se stessi
per tornare a rivedere il sole.

dav

dav

Inutilità e farfalle …

Artigli e fusa di gatta
al tuo cuore
in questa notte di luna cesoia
ai respiri …

Guizzi di stelle dal pozzo
del cielo che dentro mi bagna
e languide spalle scoperte
al soffitto ….

Ora gioco di sguardi di rebus
calati nel fondo dei tuoi desideri
e ti accendo gli occhi di gelo fasullo
mozzando i pensieri
come una bimba che impertinente
chiede inutilità e farfalle
fuori stagione
che volano attorno
alla seta dei sensi
e che tu fatichi a carpire ….

Prima di caderci dentro

A mani nude e labbra morse
al fuoco
è il precario equilibrio
prima di caderci dentro
cercando un continente
che nuovo appare ai nostri occhi

Sguardi fendenti
i segreti sensi
scavano oltre la pelle
fruscianti voglie impudiche

senza riluttanze pensieri
carnefici
attraversano le tue profondità
incontrando
il giaciglio della mia attesa
a snodarmi il tempo
lungo i fili del piacere

… orchidea in sospeso sospiro
nelle mie viscere
prima di accenderti vita
morendo di te.

Nel mondo dove vivo

È nel mondo dove vivo
che incontro sguardi affamati
di vita, verità buttate via
come barattoli
e anime soffiano poesie
a denti stretti

ali di farfalla ai vetri sbattono
libertà sognate
e cani da lavoro
senza più carezze
da sperare piangono

È tutto un delirante condominio
ad ogni appartamento
la sua storia, ad ogni porta
si apre un continente
ad ogni sguardo è nascere
e morire

Nel mondo dove vivo
perdo dalle tasche i miei mattini
e li ritrovo vecchi nelle sere
dagli occhi semifreddi della luna

in morsi disperati
di preghiere, si affacciano
dai bordi della strada
quelli che non vedi e che non vuoi
e portano l’odore di altri mondi
in sillabe straniere, sui tacchi alti
a spillo, in crampi in pancia
armati e disarmati
della stessa fame e tutti
nello stesso fondo buio.

Oltre la siepe

Cosa c’è oltre la siepe ?
sterpaglie di un mondo perduto
(una volta fu un grande giardino)
frutti caduti da rami radioattivi
plastica e carta tra insetti
senza più patria
e l’erba grida i miei occhi
di sangue…

Ho perduto un giocattolo
e ho smesso a cercarlo
già da bambina …

Ho perduto te
e ho smesso a cercarti
già da ragazza …

Tante cose e persone
han fatto rumore
per poi diventare
silenzi e poesia
oppure solo pattume
ed io a far pulizia
al barattolo vecchio
del cuore
il cui battito alato
nel tempo
è un soffio incartato nel cerchio del cosmo …

Eppure tra queste reliquie
non smetto a cercare
l’impronta lasciata
da un sogno
per continuare a sperare …

per sopravvivermi
a questa bolla notturna
e uscirne spaccando
del buio la pancia

… prima che il sole
di un nuovo mattino
mi volti le spalle
e disconosca il mio volto.

Tu sei da salvare

IMG_20190429_101345.jpg

È stata una grande emozione domenica sera, perché la poesia svela chi sei; e in più unisce, incanta e fa pensare nella magia della parola e nutre l’anima. Grazie alla giuria che mi ha premiata e a tutti quelli che rendono da cinque anni questo concorso sempre più bello e importante. Si è partiti con pochi poeti coinvolti fino ad arrivare a più di un centinaio, tra adulti e ragazzi. Perché oltre a onorare il ricordo di un parroco che personalmente ho “vissuto” ( persona mite e comprensiva) la poesia dà la possibilità di un confronto irripetibile e autentico, dove ognuno non porta solo “dei versi da declamare”, ma mette a nudo se stesso. Ed è questa la vera emozione, in ogni incontro (o concorso) poetico.

Sul tema “La solidarietà”

Da un palmo di mano
posso aprire varchi di speranza
condividere squarci di vita con te
offrendo una goccia di me
che insieme alle altre fa il mare
e aiutarti a nuotare nella tempesta
fino a che il vento
smetta a sferzare anima e membra

Da un guizzo improvviso d’amore
l’inverno sfuma i grigiori,
lasciando terreno più ampio
ad una premessa di luce
ad una carezza di primavera con te

C’è da fermarsi un momento
e accorgersi di chi resta indietro
e forse è caduto
nei vuoti di queste città
dove tutto gira veloce
e chi piange perché
di qualcosa o qualcuno ha bisogno
ha perso perfino la voce
e resta invisibile e solo nel buio

tu come me sei umano
fiore nel grande giardino d’amore
tu sei da salvare.